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Danza proibita

January 12, 2018

Una ballerina o un musicista sono gente poca di buono.... si sa.

 

In Egitto è un dato di fatto – una realtà, che é inutile voler negare di continuo, solamente perché a noi ballerine occidentali non piace o non la vogliamo sentire. Esiste una specie di sistema di caste – e con il ceto degli artisti non si vuole avere a che fare, almeno per quanto riguarda le classi più elevate ed educate.

Non fraintendiamo!!! La musica e la danza sono arti amatissime da tutto il popolo egiziano – una festa senza musica o senza danza non è una festa. La musica porta gioia e buon umore, segno di benedezione per i novelli sposi per esempio e per un paio di ore fa dimenticare le sofferenze della vita quotidiana.

Ma questo fa parte dell'intrattenimento e non delle relazioni personali. Vanno ben divisi questi due argomenti. Per esempio chi fa parte di una famiglia educata, rispettosa e stimata di un certo livello – non può relazionarsi con artisti – indifferentemente se siano “solo” musicisti o peggio ancora, ballerine. Perché nell'immediato, se parenti o conoscente di famiglia lo vedessero in loro compagnia, potete essere certi che colui avrà grandi guai in famiglia, soprattutto con il padre e magari pure con il nonno, in quanto potrebbe mettere a rischio la buona reputazione di tutta la famiglia o tribù.

E ovviamente un'altra regola tacita è quella di non dover frequentare certi locali loschi, dove l'unico scopo dei maschietti è andare a vedere le ballerine poco vestite per trarrne il loro godimento.... detto in parole carine....

 

 

 

Vi racconto una storia vera, successa parecchi anni fa ormai, nell'Alto Egitto – quando le sorelle Mazin (conoscete tutte le Banat Mazin famose per lo stile ghawazee) ancora si esibivano in pubblico. Una sera, un ragazzo di buona famiglia di Luxor aveva sentito che c'era una festa con musica e danza in un villaggio. Decise di andare a quella festa (di nascosto) e quando tornò a casa, suo padre aveva già scoperto dove suo figlio fosse andato a finire. Il padre era su tutte le furie, poiché un ragazzo, che si rispetti, non va a vedere le Banat Mazin e soprattutto non va alle feste shaabi. Potrebbe mettere a rischio appunto non solamente la reputazione della famiglia, ma anche la possibiità di trovare una ragazza brava e rispettosa come futura sposa.... perché ovviamente le voci girano! In un paese nulla rimane segreto!

Allora, per metterlo in castigo, il padre legò mani e gambe del povero ragazzo e lo appese al soffitto per tutta la notte (così dicono...)

Fine della storia.

 

Quando mio marito me l'ha raccontata, di primo impatto sono scoppiata a ridere. Prima perché conosco Khyriyya Mazin di persona e sentire delle storie legate a persone che conosci, diventano più palpabili ed emozionanti, e poi, perché sì, lo sapevo che non fosse ben visto o addirittura vietato andare in certi posti o andare a vedere la danza ecc. Ma riuscire a fare un collagamento tra i racconti sentiti o il sapere acquisito e la vita vera – ragazze – credetemi – QUELLA è tutta una altra pappa!

Danza inclusa!

 

Immaginate la danza come se fosse una casa.... tutta la tecnica dei movimenti, lo studio teorico di stili, storia ecc. o la partecipazioni a festival o workshop sono le mura di perimetro della casa – ma se non la riempiamo di mura di divisione, soffitti, pavimenti, poi con l'arredamento, le decorazioni eccetera.... la casa sarà uno spazio vuoto, senza carattere e senza calore.

Lo stesso concetto vale per la danza – tutta la tecnica perfetta non è nulla senza sapere “reale e palpabile” – senza aver mai visto con i propri occhi e aver vissuto la cultura e le tradizioni egiziane, dalle quali la danza è nata e continua ad evolversi.

Fatevi venire la curiosità e la voglia di andare oltre! Ci vediamo a Luxor! Io vi aspetto :-)

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